Vie dell’aria

‘I can’t breathe’. In una frase strozzata George Floyd riassume poco prima di morire quello che sembra essere il leitmotiv degli ultimi mesi. 

Una mancanza di respiro che, dalle polmoniti alla violenza sociale, dalle crisi d’ansia al semplice indossare una mascherina, percorre trasversalmente la vita di molti, consegnando ad ognuno il proprio personale rapporto con l’affanno.

Gesto involontario ed essenziale alla vita, il respiro ci connette attimo dopo attimo con il mondo che ci circonda, consegnandoci a quel flusso d’aria che continuamente circola nello spazio intorno a noi. 

Non possiamo negarci a questo interscambio reciproco, senza di fatto negare noi stessi al mondo. Il nostro destino di esseri viventi infatti ci impone la condivisione di quel soffio vitale che, inspirando ed espirando, necessariamente ci unisce mediante il respiro.

Tra i vari lasciti di questa pandemia scopriamo esserci una nuova intima paura, provata o subìta, legata al rischio intrinseco del nostro respirare: pericoloso scambio d’aria, divenuto da controllare e limitare il più possibile. 

Ecco quindi che un affanno scaturisce nel prevenirne un altro, mentre la vita cerca uno slancio pur ritrovandosi parzialmente soffocata. Recuperare la padronanza ed il piacere di respirare diventa quindi un atto necessario al ripristino delle nostre forze vitali.

La tradizione filosofica dello yoga fornisce in questo senso un approccio volto ad approfondire il valore centrale della respirazione, per condurre una vita sana e carica di energia. Nello yoga infatti la pratica del pranayama consente di acquisire progressivamente quelle tecniche attraverso cui gestire il proprio respiro e con esso l’energia vitale che fluisce nel medesimo atto (prana: respiro, energia, vita; ayama: gestione, padronanza).

Senza voler essere un esercizio di pranayama, di cui lascio ad altri le competenze, le seguenti domande vogliono essere un invito a recuperare la libertà di vivere serenamente quell’atto fondamentale che è il nostro respiro.

  • Da cosa sento di volermi proteggere?
  • Riesco ad identificare il limite tra temeraria imprudenza e necessario coraggio?
  • Come posso prendermi cura del mio respiro? (ad esempio in che modo, in quale luogo…)
  • Concedo all’aria di fluire mediante il mio respiro?
  • Data l’importanza della qualità dell’aria (in quanto se è malata, sporca o inquinata, mi ammalo, mi sporco ed inquino anch’io), come posso contribuire a renderla migliore per tutti?

Buona respirazione!